Archive for Agosto, 2008

LA MUSICA DELL’EMIGRAZIONE

E’ stato affidato a Paolo Limiti, uno dei più affermati autori e conduttori della nostra televisione, nonché storico della musica, il pezzo di apertura del capitolo "Musica" contenuto nell’opera multimediale "I segni dell’emigrazione", Edizioni Il Grappolo sas. L’opera, curata da Tiziana Grassi e Catia Monacelli, con la partecipazione di Giovanna Chiarilli, autore per Rai Internazionale, rappresenta il primo "omaggio" ai connazionali all’estero e ai simboli che hanno accompagnato il loro emigrare; simboli "raccontati" attraverso testi, foto, filmati e canzoni. Inizia proprio con un "lamento di emigrante" in terra straniera, il contributo di Paolo Limiti nel ricordare la canzone di Luciano Tajoli e le sue toccanti parole: "…sogno notte e dì la mia casetta, la mia vecchietta che sempre aspetta…l’amore del paese e della mamma è una gran fiamma che brucia il cuor…". Limiti ruba poi le parole a Proust per definire l’importanza che le canzoni, la musica, hanno assunto nel tempo. Popolo, borghesia, esercito e aristocrazia, hanno sempre avuto gli stessi invisibili portalettere per la gioia e i dolori: le canzoni, tesoro di migliaia d’anime, segreto di migliaia di vite di cui furono l’ispirazione e la consolazione. Nasce l’emigrazione, e subito dopo ecco proliferare una serie di versi e note "contro un destino che vincolava milioni di italiani alla miseria e alla migrazione stagionale. Uno dei brani più conosciuti ancora oggi – ricorda Paolo Limiti - è Tutti Mi Dicon Maremma Maremma, lamento di una montanina toscana che temeva per la vita dell’uomo che amava e che andava nelle maremme per trovare lavoro dove lo spettro della malaria reclamava ogni volta un grande numero di vittime. Quando nell’Ottocento una speranza più concreta di far fortuna sembrò arrivare dalla Merica di là dall’Oceano, nacque l’adattamento di una vecchia e notissima ballata dal titolo La Maledizione della Madre, che venne ribattezzata Mamma Dammi Cento Lire (Che in America Voglio Andar)".

Testimonianze che sono divenute, nel tempo, non solo l’emblema della nostra emigrazione, ma patrimonio musicale italiano, condiviso da tutte le generazioni, e che di certo hanno contribuito a far conoscere, anche nei giovanissimi, questo fenomeno. Chi non ha mai canticchiato "Mamma mia dammi cento lire…" o "Partono ‘e bastimente pe’ terre assaje luntane …/Cantano a bordo: so’ napulitane! …".Canzoni che Paolo Limiti cita, minuziosamente, senza timore di lasciar trasparire la sua emozione, il suo particolare legame anche con i nostri italiani all’estero. Lui, uno degli autori più sensibili proprio verso l’emigrazione: solo Limiti poteva ospitare in un suo programma Giovanni Sgrò, partito dalla Calabria per arrivare a diventare Vice Presidente del Senato australiano. Ed il racconto di una delle sue "imprese", portare la grande Nilla Pizzi in Australia, a cantare nella prestigiosa sede del Senato australiano, ha più il sapore di una leggenda metropolitana che di realtà. Un "conforto", quello delle canzoni, che non si è mai esaurito. (9Colonne)

SIENA, TUTTO ESAURITO PER POLLINI

Tutto esaurito al teatro dei Rozzi di Siena per il concerto di Maurizio Pollini. L’appuntamento più atteso della 77esima Estate Musicale Chigiana si terrà lunedì 11 agosto alle ore 21.15 e conferma il rapporto privilegiato del celebre artista - al suo nono concerto nella città del Palio - con il pubblico senese e con l’Accademia Chigiana, dove è stato docente dei seminari estivi nel 2001 e 2002. Il concerto di Maurizio Pollini sarà un vero e proprio viaggio nella sonata romantica, tra Schumann, Chopin e Liszt. Tre pagine, testimoniate da altrettante incisioni discografiche, dove il maestro evidenzia da par suo tutte le affinità ma anche le differenze tra questi compositori, che hanno partecipato in modo diverso alle temperie romantiche dell’Ottocento. Ad aprire il programma sarà il Concert ohne Orchester (Dritte grosse Sonate) op. 14 di Schumann nella sua prima versione, che Pollini ama particolarmente (come già a suo tempo Horowitz). A seguire la celeberrima Sonata n. 2 in si bem. min. op. 35 di Chopin dove alla famosissima marcia funebre segue un movimento conclusivo di straordinaria novità formale dovuta al suo incedere frenetico, fino alla conclusione con la suggestiva, lirica e a tratti paradossale Sonata in si min. di Liszt.

Dopo il successo ottenuto a soli diciotto anni al Concorso Chopin di Varsavia, Maurizio Pollini ha intrapreso una carriera sensazionale che lo ha condotto nelle principali sedi concertistiche internazionali, fino a diventare oggi un musicista leggendario, tra i più acclamati e richiesti in assoluto. Nella vastità del repertorio dominato dall’artista, particolarmente apprezzato per l’esecuzione della musica del XX secolo - da Berg a Webern a Schönberg fino anche all’avanguardia contemporanea (Boulez, Nono) - occupano un posto di particolare rilievo le pagine di Schumann, Chopin e Liszt, autori ai quali è dedicato il programma dell’appuntamento senese. (9Colonne)

A ILYA GRUBERT L’ABETE DEL "BOSCO CHE SUONA"

Ogni anno, la valle di Fiemme consegna un abete di risonanza ad un musicista, così da riaffermare il legame che la foresta di Paneveggio e questo angolo di Trentino conserva da secoli con la musica: proprio dalla valle di Fiemme arriva il legno utilizzato per le casse armoniche dei migliori strumenti musicali al mondo (violini e pianoforte, su tutti). Quest’anno il riconoscimento - due abeti di risonanza delle foreste di Valmaggiore – è andato a Ilya Grubert, il violinista che, secondo il New York Times, "nella tradizione dei grandi virtuosi possiede una straordinaria tecnica e un suono luminoso e deciso”. E, a sorpresa, agli ideatori de "I Suoni delle Dolomiti", manifestazione che da tempo porta i migliori musicisti al mondo in concerto sulle montagne del Trentino (Chiara Bassetti, Paolo Manfrini e all’assessore provinciale all’Agricoltura, al Commercio e Turismo Tiziano Mellarini). Proprio oggi, il musicista lettone ha suonato alle 14 ai Laghi di Bombasèl, sull’Alpe Cermis, con l’Atlantide Ensemble che è la diretta emanazione dell’Accademia I Filarmonici di Verona, una delle più dinamiche e riconosciute realtà musicali del nostro Paese. Alla cerimonia hanno partecipato, oltre agli amministratori locali e ai rappresentanti della Magnifica Comunità di Fiemme, anche gli assessori provinciali Tiziano Mellarini (Turismo) e Mauro Gilmozzi (Ambiente). "Il Trentino – hanno sottolineato i rappresentanti della giunta provinciale – deve investire in un turismo di qualità, in grado di esprimere al meglio l’identità del territorio e della sua cultura". (9Colonne)

DANIEL BARENBOIM A RAVELLO

Fuori programma d’eccezione al Ravello Festival, che accoglierà - nella sua unica tappa italiana - la West-Eastern Divan Orchestra diretta da Daniel Barenboim: due i concerti previsti, lunedì 11 e martedì 12 agosto. E’ la prima volta che la splendida orchestra giovanile fondata da Barenboim (e che riunisce soprattutto musicisti israeliani e palestinesi) si esibisce in Italia dopo il concerto tenuto alla Scala nel 2007. Straordinario il cast vocale messo insieme da Barenboim per l’occasione: il mezzosoprano Waltraud Meier, considerata oggi tra i massimi interpreti wagneriani (indimenticabile la sua Isolde nel "Tristano" scaligero dello scorso dicembre), il tenore Simon O’Neill (già Parsifal a Santa Cecilia e Siegmund nella "Valchiria" diretta da Maazel al Metropolitan), il basso Sir John Tomlinson (interprete di riferimento del Ring, prediletto da grandi direttori come Boulez, Levine, Mehta e dallo stesso Barenboim). Il programma della prima serata (11 agosto, ore 19.00) sarà interamente dedicato a Richard Wagner, nume tutelare del Ravello Festival, con brani tratti da I maestri cantori di Norimberga, Tristano ed Isotta e l’intero primo atto della Valchiria. Tre, invece, gli autori che danno forma alla locandina della seconda serata (12 agosto, ore 19.00): Haydn (Sinfonia Concertante in Si bemolle Maggiore), Schoenberg (Variazioni per orchestra op. 31), infine Brahms (Sinfonia n.4). Prima del concerto di lunedì 11, il Ravello Festival proporrà il tradizionale appuntamento con il Concerto all’Alba, per una due giorni contrassegnata da una offerta unica ed esclusiva di musica sinfonica. Alle ore 4.30 del mattino, la Nuova Orchestra Scarlatti diretta da Aurelio Canonici, si esibirà in un ricco programma che comprende la "Musica per i fuochi d’artificio" di Händel e, tra l’altro, tre brani di Brahms: le "Variazioni su tema di Haydn", e le ouvertures "Tragica" e "Accademica". In chiusura di concerto, come da tradizione, il sole sorgerà sulle celebri note del "Mattino" di Grieg. (9Colonne)

TOQUINHO, UNA FESTA NELLA FIESTA

Mercoledì 6 agosto arriva alla romana "Fiesta!" Toquinho, il chitarrista e cantante brasiliano di samba, bossa nova e musica popolare brasiliana più popolare ed amato in Italia. Nato a San Paolo ma di origini molisane, Antonio Pecci Filho, in arte Toquinho, ha all’attivo ben settantasette album pubblicati, di cui sedici con il grande Vinicius de Moraes. La sua carriera ha inizio a tredici anni con l’incontro fortuito con lo strumento più popolare in brasile, la chitarra, al cui studio Toquinho dedica tempo e passione. Il Brasile degli anni ´50 e 60 é caratterizzato da momenti difficili ma significativi. La musica diventa un mezzo di comunicazione ma anche di trasgressione, come durante i tempi della dittatura, per poi avvicinarsi sempre più a temi sentimentali con l’avvento di quel particolare fenomeno rappresentato dal movimento della “Bossa Nova”. In quegli anni così fervidi prendono vita diversi talenti artistici, ancor oggi ineguagliabili, come Elis Regina, Tom Jobim, João Gilberto, Baden Powell, Vinicius de Moraes, Chico Buarque etc… Toquinho s’inserisce in questi gruppi d’arte partecipando come musicista a numerosi concerti nel Teatro Paramount di S. Paolo, promossi dal famoso conduttore radiofonico Walter Silva. È proprio da quel palcoscenico che inizia la sua carriera professionale. Numerose sono le collaborazioni di Toquinho con artisti prestigiosi, sia brasiliani che internazionali. In Italia Toquinho diventa popolarissimo nel 1969 suonando nel disco “La vita, amico, è l’arte dell’incontro”, realizzato da Sergio Endrigo, Vinícius de Moraes e Giuseppe Ungaretti. L’anno successivo collabora con Ennio Morricone nella realizzazione del disco “Per un pugno di samba” di Chico Buarque. È del 1976 invece la collaborazione con Ornella Vanoni nell’album “La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria”. Nel 1983 presenta al Festival di San remo la canzone “Acquarello”, scritta insieme a Maurizio Fabrizio, che si aggiudica il disco d’oro e che ha ottenuto successi incredibili in ogni paese in cui è stata pubblicata. Oggi la carriera di Toquinho continua all’insegna di quel dinamismo “inusitato” che da sempre lo contraddistingue e che lo porta a pubblicare un nuovo CD con 16 canzoni inedite dal titolo “So tenho tempo pra ser feliz”, lanciato anche da una tournée in Brasile, a pubblicizzare il libro del fratello João “Toquinho 40 Anos de Música”, e ad intraprendere una nuova tournèe in Europa dedicata ai 50 anni di Bossa Nova che ricorrono quest’anno. (9Colonne)

DANZA: DAL 9 AL 14 AGOSTO "GISELLE" A CARACALLA

Cinque coppie di ballerini di prestigio internazionale, per il titolo cult del repertorio romantico, con la coreografia firmata da Carla Fracci che giusto cinquant’anni fa (era il 5 luglio 1958 alla Scala) lo danzò per la prima volta, fino a diventarne l’interprete per eccellenza. Ultimo appuntamento della stagione estiva, sabato 9 agosto ecco "Giselle" alle Terme di Caracalla. Il Corpo di Ballo del Teatro conquista i riflettori con lo struggente racconto di una follia d’amore: la musica di Adolphe-Charles Adam segue la fanciulla invaghitasi del nobile Albrecht (che lei crede un contadino) cui è promessa però la ricca Bathilde. Quando i due si sposano, Giselle impazzisce e ne muore. Ma la sua passione riuscirà a salvare l’amato da un sortilegio. Dice Carla Fracci alle danzatrici che affrontano questo ruolo: "Danzatelo soprattutto contro la violenza, contro la guerra, contro la fame nel mondo. Liberate la vostra anima e libratevi nella bellissima notte artificiale del secondo atto pensando che la salvezza e la salute arriveranno quando tutti gli uomini di buona volontà riusciranno a educare gli altri allo spirito della tolleranza, alla libertà e all’onestà". Il celebre balletto in due atti (soggetto di Théophile Gautier e Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges) vide la luce il 28 giugno 1841. L’Opera di Roma l’ha rappresentato per la prima volta il 18 maggio 1911 con la compagnia dei Balletti Russi, l’ultima volta nel febbraio 2007. Carla Fracci con la collaborazione di Gillian Witthingham ha ripreso e in alcuni casi ripristinato le coreografie storiche create nel tempo da Jean Coralli, Jules Perrot, Marius Petipa e Anton Dolin. Dirige l’Orchestra del Teatro il maestro Alessandro D’Agostini. Le scene (adattate per Caracalla da Dario Gessati) e i costumi sono di Anna Anni, il cui estro ha attraversato mezzo secolo di teatro. Nei ruoli principali, oltre alle due étoile del Teatro Laura Comi e Mario Marozzi che assieme hanno legato il loro nome a questo spettacolo, ritroveremo sera dopo sera gli americani Ashley Bouder e Jared Angle (primi ballerini del New York City Ballet), l’ucraina Oksana Kucheruk e Igor Yebra (le étoile del Balletto dell’Opéra di Bordeaux), la russa Larisa Lezhnina (prima ballerina del Balletto nazionale olandese) e Giuseppe Picone, Mara Galeazzi (prima ballerina del Royal Ballet di Londra) e Robert Tewsley. Disegno luci di Patrizio Maggi. La regia è affidata alle sapienti mani di Beppe Menegatti. Quattro le repliche: domenica 10, martedì 12, mercoledì 13 e giovedì 14. (9Colonne)