Archive for Aprile, 2008

ROMA, UNA TOSCA DA RECORD

Quasi ventiduemila spettatori in sala, oltre un milione di euro di incasso. È stata un’edizione da record l’allestimento di Tosca che ha gremito in ogni ordine di posto il Teatro dell’Opera di Roma per un totale di quindici rappresentazioni, nove dal 13 al 23 gennaio scorso e sei dal 20 al 27 aprile. Per la precisione hanno assistito agli spettacoli 21.848 persone, tra abbonati e no, lasciando al botteghino 1.058.664 euro. Un tetto mai toccato nell’ultimo decennio, grazie all’estro di Gianluigi Gelmetti sul podio, Franco Zeffirelli alle scene e alla regia, Anna Biagiotti ai costumi, Alessandro Santini al disegno luci. Con l’Orchestra e il Coro del Teatro (guidato dal maestro Andrea Giorgi) si sono alternati nei cast artisti di grande richiamo internazionale, giovani promesse e veterani della musica lirica: da Martina Serafin a Myrtò Papatanasiu, da Oksana Dika a Susanna Branchini, da Marcelo Àlvarez a Yonghoon Lee, da Renato Bruson a Giuseppe Gipali, da Giorgio Surian a Silvio Zanon, da Nicola Martinucci a Mauro Buda. “Siamo particolarmente orgogliosi di questi risultati”, dice il sovrintendente Ernani. Lo straordinario successo di pubblico e critica che ha ottenuto questa nuova Tosca, proprio nel luogo dove il capolavoro di Giacomo Puccini vide la luce nel 1900 e nell’anno dedicato al grande compositore, è la riprova del tesoro di talenti che esprime il Teatro dell’Opera di Roma. È stata per noi una sfida vinta, sul piano artistico, tecnico, organizzativo, promozionale ed editoriale. E acquista maggior risalto in una fase di difficoltà e di incertezza del teatro musicale in Italia. Per noi rappresenta uno stimolo a proseguire sulla strada del potenziamento e del rinnovamento dell’Opera della capitale, facendo innanzi tutto leva sul prestigio della sua Orchestra, del suo Coro e del suo Corpo di Ballo”. (9Colonne)

A ROMA SI CANTA MAGGIO

Per la prima volta in Italia più di duecento artisti provenienti da tutte le regioni si riuniranno per festeggiare, con i canti del lavoro, il Primo Maggio. Una grande festa, un grande spettacolo, all’aperto e al chiuso, nell’Auditorium aperto al pubblico, dalle 10.30 alle 23.00. “Si canta maggio” è un omaggio ai canti di lavoro, a questa grande e importante forma di cultura sociale, testimonianza della perenne necessità di riaffermare il diritto al lavoro, è una manifestazione che evidenzia il legame di questa antica tradizione musicale sia con le feste contadine connesse al ciclo della primavera sia con le forme espressive del canto sociale italiano. Un genere che ha segnato profondamente la storia culturale del nostro Paese diventando con i suoi straordinari esempi musicali l’ideale colonna sonora di tutte le storiche battaglie sociali per il diritto al lavoro. Prodotta dalla Fondazione Musica per Roma con la direzione artistica di Ambrogio Sparagna e la collaborazione di UPI-Unione Province Italiane, del Comitato Festival delle Province - Rete Italiana di Cultura Popolare e dell’Azienda Romana Mercati, la giornata è divisa in due momenti: il primo, “Maggio fuori Porta”, è una festa all’aperto caratterizzata da gastronomia, mostre, teatro, musica, balli e canti tipici della tradizione contadina; il secondo, “Benvenga Maggio…” in sala Sinopoli, consiste in tre concerti sul repertorio dei canti di lavoro e sociali con gli alberi dei canti della tradizione popolare italiana. Tra gli artisti partecipanti: Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica, Têtes de Bois, Giovanna Marini, Coro dei Modi del Canto Contadino della Scuola di Testaccio di Roma, Poeti in ottava rima (Rieti, Lazio), Le donne di Giulianello (Latina,Lazio), La Famiglia Casagrande di Padule (Perugia, Umbria), La Famiglia Bertello (Torino, Piemonte), Fausto Amodei, Poeti in ottava rima (Roma,Rieti,Lazio), Squadra di Trallallero (Genova, Liguria), Unavantaluna (Messina, Sicilia), Actores Alidos (Cagliari, Sardegna), Mondine di Medicina (Bologna, Emilia Romagna). (9Colonne)

DAL PREMIO ABBIATI TRIBUTO A PARMA

La Traviata del Festival Verdi 2007 di Parma è stata premiata due volte dall’Associazione Nazionale Critici Musicali, che ogni anno segnala le migliori produzioni e i migliori interpreti del panorama musicale nazionale. Tra i premiati è toccato a Yuri Temirkanov il premio quale migliore direttore dell’anno per la sua interpretazione della Traviata sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Regio di Parma. La giuria del XXVII Premio Abbiati ha poi assegnato il premio quale migliore cantante dell’anno al soprano Svetla Vassileva per la sua interpretazione di Violetta nell’allestimento firmato per regia, scene e costumi da Karl-Ernst e Ursel Hermann. “Questi premi - commenta il Sovrintendente del Regio di Parma Mauro Meli - giungono a un anno dai riconoscimenti conferiti dall’Associazione Nazionale Critici Musicali allo spettacolo inaugurale della passata Stagione Lirica, La pietra del paragone. Essi sono un motivo di soddisfazione e orgoglio, ma anche uno sprone a continuare lungo quella strada della massima qualità produttiva che permette al Teatro Regio di essere premiato fra le più prestigiose realtà musicali italiane. Questi premi suggellano il rapporto che lega il Teatro Regio a due fra i più grandi artisti del nostro tempo. Ci auguriamo di unire in maniera sempre più stretta il nome di Temirkanov al Teatro Regio di Parma, dopo che il maestro ha accettato di dirigere proprio qui da noi un’opera verdiana, a distanza di moltissimi anni. Particolarmente emozionante è poi che il premio assegnato a Svetla Vassileva per la sua interpretazione di Traviata giunga nel momento in cui il soprano è ancora al Regio, applauditissima in Bohème”. Ecco la motivazione ufficiale della giuria per il maestro Yuri Temirkanov: “Per la straordinaria intensità con cui si è accostato a Traviata al Festival Verdi di Parma, ricreando l’opera con visionaria pressione emotiva pur nella linearità dell’eloquio sinfonico: una lettura di rara unicità grazie a quel modo personalissimo di trarre dal tessuto musicale un flusso emozionale decantato da ogni compromesso e irresistibilmente insinuante, come se la musica nascesse dal nulla”. Per il soprano Svetla Vassileva, il Premio Abbiati va “alla voce di schietto soprano lirico, capace di affrontare e risolvere con credibilità anche parti dalla vocalità più intensa, ha maturato una personalità artistica complessa e duttile e ha cantato con sicurezza un vasto repertorio tra cui Traviata, rendendo con viva partecipazione la protagonista”. La consegna ufficiale dei Premi Abbiati avverrà domenica 25 maggio alle ore 17.00 al Teatro Donizetti di Bergamo. (9Colonne)

IL MOZART ROMANO DI PIOTR ANDERSZEWSKI

Incorniciato dentro una tavolozza di colori tutti francesi, il Concerto per pianoforte e orchestra K 491 di Mozart è al centro di un concerto - in programma all’auditorium romano di Santa Cecilia dal 3 al 6 maggio 2008 - che ha allo strumento solista uno dei più apprezzati giovani pianisti del momento, il polacco (ma residente a Parigi) Piotr Anderszewski, finalmente ospite di Roma. Al suo attivo, Anderszewski ha già un discreto numero di incisioni discografiche, tutte più o meno premiate con i massimi riconoscimenti internazionali della critica. E proprio Mozart, insieme al suo connazionale Chopin, è tra gli autori che gli sono più congeniali. Il direttore Kazushi Ono, acclamatissimo alla Scala il mese scorso sul podio del Macbeth di Giuseppe Verdi, aprirà la serata con Couleurs de la cité cèleste di Olivier Messiaen, il padre della musica contemporanea francese. Il brano è uno dei più rappresentativi della vasta produzione di Messiaen, intriso com’è di quella spiritualità esuberante, e a volte talmente genuina da apparire selvaggia, in virtù dei prediletti riferimenti ritmici alla musica Indù e della Grecia Antica. Dopo Mozart, ritorna la Francia con la celeberrima Symphonie Fantastique di Hector Berlioz, sorta di visionario autoritratto in musica di uno dei più scapigliati e geniali compositori europei dell’800. (9Colonne)

MADONNA, ECCO “HARD CANDY”

“Hard candy”: sceglie un ossimoro di grande impatto Madonna per il suo addio alla Warner, dopo 25 anni di successi. Il nuovo disco della popstar, nei negozi da venerdì prossimo, è infatti l’ultimo per la major della musica: Madonna ha scelto altre strade, decisamente innovative, ma il congedo dalla casa discografica che l’ha resa un’icona vuole essere una chiusura in bellezza. Tralasciando il potere commerciale dell’album (la signora Ciccone in quel senso non ha mai sbagliato un colpo), “Hard candy” si presenta come un album massiccio, totalmente immerso nelle nuove sonorità, tra urban hip-hop e dance, che stanno spopolando nelle classifiche americane. Il disco è un vero parterre de roi: cinque brani vedono la firma di Timbaland (autentico Re Mida delle chart) insieme a Justin Timberlake, gli altri sette sono scritti da Pharrell Williams e prodotti dai Neptunes. Un’impresa nell’impresa per Madonna, il fatto di lavorare con personalità così diverse dalla sua e impegnate in mille progetti: “Nessuno di loro scrive qualcosa prima di entrare in studio – spiega la popstar nell’intervista diffusa dall’ufficio stampa – Hanno un modo di lavorare opposto al mio, che sono sempre così analitica”. Il disco affida il suo avvio alla title track, che rende ben chiare le intenzioni: stupire con effetti speciali, loop al confine tra etnico e techno e un sapore urban che ringiovanisce non poco il sound della sempre eccentrica Madonna. Il primo singolo, “4 minutes”, è il manifesto dell’impegno ecologista della cantante: si unisce a lei un Justin Timberlake più contenuto per un brano che, spiega, “fa da asse portante all’intero album”. Tra gli altri brani, spiccano “Miles Away”, inno al viaggio e alle “relazioni a distanza, che sono una vera sfida”, le complesse “She’s not me” e “Incredible” (quasi delle suite), e “Beat goes on” che la stessa Madonna, tra glockenspiel e linee di basso alla Motown, definisce “una sorta di omaggio a Marvin Gaye”. “Una canzone che potrebbe salvare il mondo? Se ce ne è una è ‘Imagine’ di John Lennon, parole genuine e assolutamente senza tempo”, spiega ancora la popstar parlando della sua nuova fatica. Tra caramelle e ritmi estremi, ora si attende il nuovo boom nelle hit e un tour, magari uno show permanente a Las Vegas sulla scia di Cher ed Elton John: “Ci penso ma non a Vegas. Mi piacerebbe Roma, Parigi o Londra… appena costruiranno un casinò che possa ospitarmi”. (9Colonne)

PARMA, LA BOHEME VIETATA AI MAGGIORI

La Bohème, nella versione dedicata al pubblico dei giovanissimi, conclude oggi la Stagione di Imparolopera, la rassegna musicale realizzata dal Teatro Regio di Parma con la collaborazione del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” e del Provveditorato agli Studi di Parma, che scorre parallela al cartellone della Stagione Lirica del Teatro Regio: in programma gli stessi titoli, ma ripensati, rivisti, rimontati e adattati per gli allievi delle scuole elementari e medie, il pubblico di domani.

La Bohème proposta nell’adattamento curato da Bruno Stori, che si presenta nella duplice veste di regista e attore, sarà in scena oggi, il 23 alle ore 9.00 e ore 10.30 e il 24 aprile alle ore 10.00 sullo stesso palcoscenico del Teatro Regio dove sono in corso le recite del capolavoro pucciniano affidato alla direzione di Bruno Bartoletti e con Svetla Vassilleva protagonista nello storico allestimento del Teatro Regio di Parma firmato dalla regista Francesca Zimbello. Nell’ambito del progetto “Per educare un fanciullo serve un intero villaggio” organizzato dall’Agenzia per la Famiglia del Comune di Parma La Bohème di Imparolopera replica mercoledì 23 aprile alle 17. Allo spettacolo rivolto ai giovanissimi partecipano i migliori allievi delle classi di canto del Conservatorio di Parma: Oh Hee Jin/Kuraoka Hitomi (Mimì), Myung Yeoun Zoo/Yeo Ji Won/Ahn Sun Young (Musetta), Fidel Gamboa, Kim Myung-Ho (Rodolfo), Lee Chang Kwon/Valdis Jansons (Marcello), Domenico Mento (Colline), Fumitoshi Miyamoto (Schaunard), preparati da Donatella Saccardi e accompagnati al pianoforte da Roberta Ropa. La regia ed i testi sono di Bruno Stori, attore-narratore in scena. La riconosciuta qualità artistica e la portata divulgativa del progetto Imparolopera, seguito da decine di migliaia di ragazzi nel corso delle sue nove edizioni e divenuto modello nel panorama internazionale della programmazione musicale, valgono oggi l’attenzione delle televisioni nazionali, che gli dedicano servizi e documentari. “Art News”, il telegiornale tematico di arte e cultura di Rai Educational realizzerà domani un servizio, inviando una troupe per filmare la messinscena, il backstage e intervistare i protagonisti. (9Colonne)

CONCERTO GRATUITO IN CAMPIDOGLIO CON EVORA E CAPOSSELA

Torna l’Earth Day in Italia, l’evento nato il 22 aprile del 1970 negli Usa per promuovere la conservazione dell’ambiente e la sostenibilità delle politiche di sviluppo. L’edizione di quest’anno è ricca di novità: oggi il fotografo americano Chris Jordan inaugura una mostra delle sue opere all’Ara Pacis. L’esposizione è organizzata nell’ambito del FotoGrafia-Festival e durerà fino al 30 aprile. Domani l’appuntamento è con “Nat Geo Music Live: musica per l’ambiente”: a partire dalle 20 sulla piazza del Campidoglio si tiene un grande concerto gratuito, realizzato con tecnologie a basso impatto ambientale, a cui partecipano Cesaria Evora, Vinicio Capossela, i Sud Sound System, i Nidi d’Arac (che suonano con I Tamburellisti di San Rocco) e la cantante italo-etiope Saba. Il concerto viene trasmesso in diretta su Lifegate Radio e può essere ascoltato in streaming sul sito www.natgeomusic.it. Gli eventi in programma (promossi da National Geographic con il patrocinio del Comune di Roma e della Regione Lazio) sono ad impatto zero: le emissioni di anidride carbonica generate dalla mostra di Chris Jordan e dal concerto sul Campidoglio sono state infatti compensate con la creazione e la tutela di nuove foreste in Costa Rica. Tutte le informazioni relative all’Earth Day si trovano su www.ngcitalia.it. Il sito, tra l’altro, propone a tutte le scuole medie e superiori italiane il concorso fotografico “Una foto per l’Earth day”. Per partecipare gli studenti devono caricare sul sito una o più foto che rappresentino un esempio concreto di iniziative a favore dell’ambiente nella loro città. (9Colonne)

DEBUTTA “RICORDARSI DI ANNAFFIARE” (CARASERENA)

La Parco della Musica Records, l’etichetta della Fondazione Musica per Roma, allarga il proprio raggio d’azione e pubblica l’esordio discografico di un gruppo emergente che promette di distinguersi nel mondo della nuova canzone d’autore italiana. “Ricordarsi di annaffiare” è un cd di canzoni impertinenti, è un’incursione nella musica leggera ma non troppo, è un viaggio musicale che coniuga qualità e originalità. Il nuovo disco sarà presentato sabato 19 aprile alle 18 presso la Feltrinelli Libri e Musica di Via Appia Nuova. “Ricordarsi di annaffiare” è il disco d’esordio dei Caraserena, gruppo romano fondato nel 2003 dai fratelli Filippo e Vanni Trentalance, da alcuni anni attivo sulla scena della capitale. Vincitori del Musicultura Festival 2005, i Caraserena sono formati da Filippo Trentalance (voce e chitarre), Vanni Trentalance (pianoforte), Fabio Penna (basso), Carlo Balestrieri (batteria), Giorgio e Manrico Andreozzi (invenzioni vocali e strumenti vari). Nel 2006 si sono esibiti a Generazione X, la rassegna dell’Auditorium Parco della Musica dedicata alla musica d’autore, riscuotendo un notevole successo. Nello stesso anno hanno partecipato al concerto in omaggio a Rino Gaetano insieme a importanti artisti italiani. “Ricordarsi di annaffiare” è un album composto da 11 brani (e una ghost track) dall’andamento esuberante e inatteso, 11 episodi di un racconto che attraversa lo spazio e il tempo di ogni giorno in cui l’uomo costruisce miserie e nobiltà del suo imprevedibile poema esistenziale, 11 tasselli di un mosaico colorato ed emozionante da comporre e scomporre a piacimento, ascolto dopo ascolto, canzoni che rivelano la sfrontata indole poetica del gruppo, la scrittura fresca in cerca di scorrevolezza e di inaffidabilità, il gusto per il gesto musicale, la sensibilità per le armonie, la ricerca della leggerezza. Tutti veicoli di un unico, irrequieto e sfacciato desiderio di bellezza.

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IN RADIO LA NUOVA CANZONE DI PINO DANIELE

Da domani, 18 aprile, le radio inizieranno a programmare la nuova canzone di Pino Daniele, “Anéma e Còre” (con la partecipazione di James Senese, Tony Esposito, Tullio De Piscopo, Rino Zurzolo, Joe Amoruso), primo singolo estratto dall’album “Ricomincio da Trenta”, in uscita il 16 maggio (pubblicato e distribuito da Sony Bmg Music), un cofanetto di 3 cd (dedicato alla memoria dell’amico Massimo Troisi) con cui il “mascalzone latino” festeggia i suoi 30 anni di carriera artistica (iniziati con l’album cult “Terra mia”). “Anéma e Còre” da domani è anche in vendita in formato digitale. Ricomincio Da Trenta è un triplo album in cui sono racchiusi i momenti più belli della storia musicale di Pino Daniele, come cantante, autore e musicista. In scaletta 45 canzoni, di cui 41 scelte tra brani storici e di successo (la metà riarrangiate e le altre in versione originale) e 4 canzoni inedite: il primo singolo Anéma e Còre, L’Ironia di Sempre, Acqua ‘e Rose" e ‘O Munn Va. Quest’ultimo è il brano portante della colonna sonora del film “La seconda volta non si scorda mai” con Alessandro Siani e Elisabetta Canalis, per la regia di Francesco Martinotti. Il triplo album nasce da un’idea di Pino Daniele e del suo manager, Michele Torpedine, ed è stato prodotto dallo stesso Pino con Humberto Gatica (produttore di fama mondiale, tra gli altri di Celine Dione e di Michael Bublè), con special guest Al Di Meola, Chick Corea, Wayne Shorter, Chiara Civello, Noa, Giorgia, Irene Grandi; Mick Goodrick, Peter Erskine Trio, Mike Mainieri, Alphonso Johnson, Rita Marcotulli, Alfredo Paixao, Alfredo Golino e molti altri. Il creatore del “neapolitan power” torna quindi alle origini dando alle stampe un triplo album che ripercorre le sue tappe artistiche più importanti, ma anche riunendo quel gruppo con cui nel lontano 1981 radunò 200.000 persone in piazza del Plebiscito a Napoli: Tullio De Piscopo alla batteria, Tony Esposito alle percussioni, James Senese al sax, Rino Zurzolo al basso e Joe Amoruso alle tastiere. (9Colonne)

MICK HUCKNALL, PRIMO ALBUM DA SOLISTA

Uscirà il 16 maggio in Italia il primo album da solista di Mick Hucknall dal titolo “Tribute to Bobby” (Nunflower/edel italia). Il leader dei Simply Red, dopo una illustre carriera con la band inglese, considera molto importante questo suo progetto discografico: una collezione di classici del soul, originariamente registrati dal leggendario Bobby “Blue” Bland. L’album contiene anche un DVD che documenta il viaggio di Mick Hucknall a Memphis e l’incontro con il leggendario Bobby. “La sua musica aveva un non so che di sofisticato… quel pizzico di jazz dentro di se. E poi l’ oscurità dei suoi testi" – racconta Hucknall – “Bobby canta esprimendo un dolore e una tristezza avvolgenti. E’ uno di quegli artisti che hanno influenzato il mio modo di cantare molto prima che io diventassi uno schiavo del successo”. Maestro del soul, blues e R&B, Mick Hucknall trasforma le cover di Bland, accuratamente selezionate, e le fa sue, riuscendo così a produrre un album intenso e passionale.

Prodotto dal suo collaboratore di lunga data Andy Wright, l’album è caratterizzato dall’onestà emozionale di Mick, dalla sua sincerità musicale e dalla sua vocalità unica. Le perle nell’album sono molte e includono “Cry cry cry”, una canzone grezza e appassionata che rappresenta Hucknall perfettamente. Accanto a questo brano, anche “I’ll take care of you”, “I pity the fool” e la stellare “Farther up the road” rendono l’album un prodotto ricercato e graffiante. Abbracciando lo spirito di Bobby Blue Bland, una delle canzoni che emerge nell’album è “Stormy Monday Blues”, un viaggio emozionante nel mondo del jazz e del blues. La passione e il rispetto di Mick Hucknall per il progetto sono incontestabili. “Ho fatto quest’album per me stesso, è la mia personale odissea. Mi sento molto più a casa qui. Questo è un inizio per me, spero che i miei vecchi fans mi seguano, e spero anche che io possa farmi dei nuovi amici durante questo percorso” sottolinea Mick Hucknall. (9Colonne)