Dopo l’anticipazione estiva di "Dicono di me", Cesare Cremonini si ripresenta al suo pubblico con un nuovo album di inediti, "Il primo bacio sulla luna", in uscita il 26 settembre. Nello stesso giorno, entrerà in rotazione radiofonica e sui canali televisivi musicali "Le 6 e 26", secondo singolo estratto dal cd. Ma per spiegare cosa sarà il disco nuovo, è bene fare un passo indietro e partire dal clamoroso riscontro di "Dicono di me". "E’ un successo che non ci aspettavamo. Si è pensato a questo singolo come a un pezzo che riproponesse un linguaggio, che fosse rispettoso dell’italiano e non ripresentasse le solite k e i soliti nickname spiega . E inventare un genere nuovo, oggi, è difficile. Volevamo sostanzialmente fare un omaggio al passato, con una canzone a suo modo spensierata, estiva. E per questo pensavamo che restare in rotazione in radio fino almeno ad agosto fosse un gran traguardo. Invece continua ancora a essere tra i primi cinque pezzi in programmazione e sono molto felice di questo". Ora però è tempo di pensare ai nuovi brani, a partire dal prossimo singolo. "’Le 6 e 26′ è una canzone nata appunto alle 6 e 26 di una mattina qualsiasi, ed è partita dalla volontà di riscoprire quei cantautori degli anni ‘70 che davano l’idea di un protagonista in movimento dice Cremonini . Spesso ora la musica leggera scivola nell’idea di un protagonista fermo, statico, in cui è sempre l’altro che va via, che ritorna, che si muove; invece in passato, per esempio, Battisti riusciva in tre minuti e trenta secondi a scrivere in musica un piccolo romanzo. Il protagonista di una canzone, in quel lasso di tempo, poteva uscire di casa, incontrare una donna e innamorarsene, tornare indietro e confessarlo alla moglie, era una storia completa. Mi stimolava l’idea di creare una canzone che trasportasse con la fantasia chi la ascolta, e questo punto di vista ho iniziato ad averlo nel momento in cui crescendo ho aperto la mente al mondo, ho iniziato a viaggiare e scoprire realtà sempre nuove, e questa è la prima canzone che ne è scaturita".
La canzone sarà accompagnata dal nuovo video. "Abbiamo girato le scorse settimane a Parigi racconta . E’ molto didascalico perché racconta proprio la storia di un personaggio che esce in strada alle 6 e 26 e incontra persone che hanno vissuto quella notte in diverse maniere, incrocia con loro le sue esperienze e lo fa scorrendole una dopo l’altra, in movimento proprio come la canzone". Il disco, nella sua complessità, è una sorta di "stimolo". "Il problema fondamentale di oggi è la solitudine e una delle cause maggiori è il pregiudizio della gente dice il cantante . La cura che io posso offrire consiste proprio nella fantasia. Le persone, infatti, fanno fatica a immaginare, a essere creative, hanno poche idee, per cui devono essere stimolate dall’esterno in qualsiasi modo. Una persona fantasiosa non si può definire sola, e la fantasia che ha va sfruttata al meglio perché è una delle poche libertà che ci è rimasta, è un piccolo momento di riflessione. E’ fantasia che regalo a chi mi ascolta, un appiglio per ritornare a immaginare, creare". Sulla scrittura del disco, Cremonini racconta che di essere convinto che "Vasco dicesse una grande verità quando cantava ‘le canzoni nascono da sole, vengon fuori già con le parole’. Scrivere una canzone vuol dire fungere da filtro per qualcun altro che le scrive usandoti da tramite, infatti per tutte le canzoni più belle che ho scritto credo sia stato così, perché mi chiedevo sempre da dove venissero rivela . Per quanto riguarda le sonorità invece cerco di essere molto più attento, perché abbiamo intorno a noi tanti tipi di suoni e strumenti a disposizione, ma in quel mare si rischia di annegare. Bisogna quindi riuscire a curare ogni dettaglio, anche se sostanzialmente i miei dischi non si somigliano troppo l’uno con gli altri perché hanno tutto quello che ho amato nel panorama musicale, ma si evolvono, cambiano in base alle mie influenze". (9Colonne)